Carrelli elevatori: quali controlli sono necessari e chi deve effettuarli?

Carrelli elevatori: quali controlli sono necessari e chi deve effettuarli?

Facciamo un po’ di chiarezza sui controlli da eseguire, con che periodicità e tramite quale figura professionale, riguardo ai carrelli elevatori, strumenti operativi dotati di ruote e azionati da motori elettrici o a gas, utilizzati, come sappiamo, per sollevare e movimentare merci all’interno di magazzini o per il carico e scarico delle stesse dai mezzi di trasporto.

Alcune delle loro verifiche periodiche sono disciplinate dalla legge italiana, previste dal Decreto Legislativo 81/80 che legifera la sicurezza sul lavoro. Non tutte, però, poiché bisogna distinguere la tipologia del carrello elevatore, in base alla quale esistono procedure diverse: quello a braccio telescopico (sia girevole che fisso) è assoggettato a verifiche cadenzate svolte dalle ATS/ ARPA, in base alla Regione di immatricolazione, o comunque da organismi notificati al Ministero degli Interni, mentre il carrello elevatore a forche frontali, conosciuto anche come muletto, non deve eseguire tali controlli, come chiarito dalla Circolare numero 9 del 5 marzo 2013 del Ministero del Lavoro. Esistono comunque accertamenti, di più ordinaria amministrazione, di efficienza e sicurezza, che competono ad altre figure professionali, nonché, di norma, agli stessi utilizzatori, che accomunano entrambi i modelli. Vediamo meglio nel dettaglio.

La prima verifica riguarda l’efficienza, e deve essere svolta, all’inizio del proprio turno di lavoro, dallo stesso carrellista che utilizza il dispositivo, al fine di appurare che non ci siano danni o difetti, e che possa svolgere in maniera sicura il proprio compito. Il controllo può essere eseguito seguendo le indicazioni del libretto di Manutenzione, fermo restando che l’esperienza e la professionalità dell’utilizzatore fanno comunque la loro parte. Questa verifica viene registrata annotando un breve report, sulla base della check list fornita dal titolare del lavoro al carrellista stesso.

Per quanto riguarda invece la sicurezza, ci si deve rivolgere a tecnici specializzati, con una diversa periodicità che viene indicata sempre sul libretto di Uso e Manutenzione: va da sé che anche solo una (apparentemente) banale inefficienza, può determinare un rischio ai fini dell’utilizzo sicuro del dispositivo e, dunque, non è mai da sottovalutare. Per esempio, le catene di sollevamento, devono essere verificate con strumenti specifici e intervalli cadenzati dettati dal costruttore o, al massimo, comunque ogni tre mesi, in base all’art.179 del D.P.R. 547/55. Anche i controlli sulla sicurezza devono essere monitorati su apposito registro e, in caso di ispezioni degli organi preposti, vanno sempre mostrati, pena sanzioni anche severe.

Almeno una volta l’anno, tutti i carrelli elevatori devono avere effettuato una verifica approfondita, con annotazione sull’apposita scheda, anche, e soprattutto, nell’eventualità siano state sostituite delle parti. Normalmente, si tratta di manutenzioni ordinarie, effettuate sulla base di un contratto di assistenza, che può avere periodicità ed elementi differenti a seconda del lavoro svolto dal carrello, e dalle esigenze del cliente. Sono molto importanti, anche se non sono stabilite da una legge, ma dal costruttore del mezzo, in quanto contribuiscono al buon rendimento della macchina, ne mantengono il valore e l’efficienza.

Le manutenzioni straordinarie, invece, sono interventi effettuati, ovviamente, senza una cadenza prestabilita, poiché si riferiscono a rotture accidentali e a problemi improvvisi: possono essere anche di entità importante, soprattutto se il carrello non è stato salvaguardato o controllato in maniera corretta, trascurando le dovute attenzioni durante la sua attività. Devono essere eseguite, sempre nel rispetto delle norme del D.L.vo 81/80, da personale competente, anche in virtù di eventuale smaltimento dei rifiuti.