Perché investire nella Local Search

Perché investire nella Local Search

Hai un’attività con una o più sedi fisiche? Vuoi farti trovare da clienti nuovi, ed aumentare il fatturato? Ti piacerebbe apparire fra i primi risultati di ricerca su Google, quando qualcuno digita la tua ragione sociale sul web?

Tutto ciò è possibile, e non devi far altro che investire in Local Search Marketing, strategia che ti aiuterà a capire come trovare clienti interessati a ciò che proponi nella tua area geografica, qualunque sia l’attività che gestisci.

“L’Uomo delle Mappe”: Luca Bove

Per spiegare cosa significa “Local Search”, aiutarci a gestirla al meglio e comprendere quali vantaggi ne possiamo trarre, abbiamo parlato con Luca Bove, consulente di Digital Marketing, massimo esperto di Local Search e promozione delle mappe, con lunga esperienza SEO, specializzato nell’acquisizione clienti per attività geolocalizzate.

Luca studia il sistema Google Maps e i fattori di posizionamento locale dal 2007, ed è anche il fondatore di LocalStrategy, una start up tutta italiana completamente dedicata al Local Search Marketing.

Gli abbiamo posto alcune domande, a beneficio di tutti coloro che vorranno prendere nota dei suggerimenti di uno dei massimi esponenti italiani dell’ottimizzazione della Local Search e della promozione sulle Google Maps per franchising o singole sedi, e su tutti gli altri sistemi So.Lo.Mo (Social Local Mobile)

1. Cosa significa Local Search?

Vuol dire ricercare un servizio, un esercizio pubblico, nelle vicinanze della posizione da cui parte la query: non solo una localizzazione geografica, ma anche semplicemente un numero di telefono, un’informazione relativa al giorno di chiusura, agli orari, al CAP…

L’idea si rifà alle vecchie care Pagine Gialle, riveduta e corretta grazie all’evoluzione di Internet e grazie, soprattutto, all’utilizzo ormai incondizionato dello smartphone, al quale ciascuno di noi si affida per una qualsiasi ricerca, anche vocale.

Esistono fior di strumenti, in grado di fornirci riscontri adeguati: motori di ricerca e app, come Google Maps, Apple Maps, Here, e vari programmi dedicati, fra cui Google My Business, Apple Maps Connect ed altri.

È indubbio che la Local Search diventa, a questo punto, uno strumento commerciale, permettendo di soddisfare le ricerche degli utenti in maniera mirata, e dunque di aumentare la clientela. Non curare l’aspetto local di un business, significa non sfruttare le possibilità che Google, e non solo, offre per essere visibile, presente con dati aggiornati e, soprattutto, facilmente raggiungibile.

Sul web non abbiamo che l’imbarazzo della scelta: tra local-searchgeo-socialgeo-locallocal-mobileSo.Lo.Mo, ecc, Google ha dichiarato che quasi 1/3 delle ricerche hanno richieste locali, e addirittura, se consideriamo solo i risultati dai dispositivi mobili, si arriva al 50%.

2. Quali attività dovrebbero investire in Local Search?

Il servizio è, indiscutibilmente, importante per tutte le attività, con una o più sedi fisiche, che vogliono accrescere la propria clientela, intercettando nuovi, potenziali clienti locali. Ad esempio,  ristoranti, negozi, idraulici, farmacie, non possono fare a meno della Local Search.

Ovviamente l’importanza può variare a seconda categoria merceologica, tanto che per un ristorante, per esempio, è quasi vitale, mentre è senza dubbio più marginale per una società che produce componenti meccanici o similari.

Non solo, anche la zona dove l’attività è ubicata ha importanza: in zone turistiche, o quartieri metropolitani vasti, o ancora vie di forte passaggio, per cercare qualcosa, 99 volte su 100 si mette mano allo smartphone, al fine di districarsi nel dedalo commerciale.

Viceversa, in un piccolo paese, o in un posto non turistico, la Local Search riveste un’importanza minore, poiché il ridimensionamento geografico permette ai consumatori locali di individuare le attività della zona anche senza utilizzare device tecnologici.

Cambiano i tempi e le abitudini di ricerca

Certo non possiamo pretendere di essere tutti tecnici o ingegneri informatici, ma in fondo ormai molte persone, sempre di più, sono in grado di utilizzare le tecnologie di cui si dispone, peraltro con maggiore consapevolezza delle varie potenzialità, per sfruttarle al meglio.

Niente di peggio, infatti, di non riuscire ad utilizzare al 100% gli strumenti che si hanno a disposizione, specie per i brand che, per potenziarsi, hanno continue necessità di entrare in contatto con nuovi potenziali clienti. La prima regola del marketing, infatti, è “essere dove ci sono i clienti”, e farsi rintracciare da chi cerca informazioni sui sistemi Local.

Quindi, è necessario essere bene visibili tra i risultati locali, presidiando le prime posizioni e fornendo informazioni corrette e sempre aggiornate (numero di telefono, orari di apertura, aperture eccezionali, ecc.)

Cos’è e come funziona Google My Business

Google My Business è un servizio gratuito, esclusivamente rivolto alle attività locali. Semplificandone un po’ l’illustrazione, possiamo dire che con My Business è possibile rivendicare il proprio spazio sulle mappe virtuali, inserire ed aggiornare, quando necessario, i propri dati per offrire risposte il più complete possibili alle domande poste dai potenziali clienti, e rispondere alle recensioni.

Google My Business ha un funzionamento semplice: è necessario possedere un account Google dopodiché si può creare e verificare la scheda local riferita al proprio business, ottimizzandola con tutte le informazioni salienti: indirizzo, numero di telefono, categoria merceologica, foto, servizi, ecc.

Attenzione però, perché potreste accorgervi che esiste già una scheda con la vostra attività, creata in automatico da Google sulla base delle informazioni che trova online durante il processo di web crawling.

In questo caso, è necessario rivendicare la scheda local già esistente così da prenderne possesso e riuscire a controllare le informazioni contenute. Una scheda verificata o rivendicata  – attraverso il processo di verifica che avviene attraverso l’invio di un codice PIN di verifica via posta, tramite tel o mail, a seconda dei casi – permette di avere accesso alle statistiche di Google My Business; inoltre, tramite la dashboard GMB è anche possibile rispondere alle recensioni.

Con l’accesso alla scheda si gestiscono i dati, si correggono gli errori, si inseriscono nuove foto, si hanno, insomma, tutte le chances per migliorare il proprio business: il resto, sta a voi!

5. Il potere delle recensioni

Le recensioni rappresentano, oggi più che mai, uno strumento cardine per il marketing, poiché quasi tutte le decisioni degli utenti sono prese proprio in base alla loro lettura.

Abbiamo tutti paura di fare la scelta sbagliata – pensiamo ad esempio alla scelta di un ristorante –  chi non legge le recensioni prima di prenotare? Anche solo per avere un’impressione generale.

Peraltro, su Google le recensioni sono visibili al primo colpo d’occhio e, dunque, influiscono immediatamente sulle opinioni e sulle scelte, così come direttamente sul ranking local.

Il punteggio medio delle recensioni, infatti, al pari di altri segnali come citazioni e segnali seo tradizionali, influisce sul ranking locale.

6. Le 5 cose da non fare

Venendo alle cose da “non” fare, partiamo dall’ignorare la propria scheda: anche se non l’abbiamo creata noi, prendiamone possesso, per scongiurare problemi che possono diventare anche molto seri, rischiando di avere in rete dati non veritieri; altra cosa da evitare è quella di non avere un sito, poiché è sempre meglio avere uno spazio di proprietà invece di appoggiarsi a sistemi esterni; collegandosi al primo punto, non dimentichiamoci di controllare periodicamente la pagina local, perché spesso Google trova nuovi dati e potrebbe apportare delle modifiche; non diamo poi mai per scontato richieste di potenziali clienti, inserendo tutto, ma proprio tutto ciò che può servire ad identificarci; ed infine, non pensiamo solo a Google, poiché in ogni caso esistono molti altri sistemi che vale la pena imparare ad usare.

Ricordiamo solo che Google My Business deve essere sfruttato anche nel caso di catene.